Autocostruzione di centraline per il rilevamento di polveri

domenica 06 ottobre 2019 ore 16:00 @Cox18 - via Conchetta 18 - milano

Autocostruzione di centraline per il rilevamento di PM10 e PM2.5

centraline autonome

Durata minima
2 ore (intro teorica 45min, il restante assemblaggio e configurazione della centralina)

Numero partecipanti ottimale
10 (possono essere anche di più se per esempio sono in 2 per una centralina) vi preghiamo quindi di comunicarci prima l'intenzione di partecipare all'indirizzo lost@inventati.org in modo da permetterci di procurare un congruo numero di kit

Descrizione
L’autocostruzione di centraline per rilevare PM10 e PM2.5 non è un evento a termine ma un processo conviviale e comunitario di attivismo climatico. Partiamo dall’idea che il dato non sia “dato” ma bensì un costrutto sociale che dipende dal contesto, dagli oggetti e dagli attori che hanno partecipato alla sua costruzione. Crediamo che la riappropriazione della gestione, produzione ed analisi del fenomeno analizzato possa portare ad una maggiore consapevolezza e quindi coinvolgimento nella costruzione di una città pubblica e solidale.
Il workshop sarà tenuto da OffTopic

Iscrizione
Non è prevista una vera e propria iscrizione ma per avere un'idea delle centraline da portare vi preghiamo di comunicare la vostra persenza all'email lost@inventati.org

Strumenti necessari
Un computer (Mac, Windows, Linux)

Software da scaricare possibilmente prima del workshop

Drivers
Windows
MacOS
Linux.

Programma per flashare il firmware
Windows (64-bit)
MacOS
Linux (64-bit)

Costo kit completo
35 - 37 euro

Variabili ambientali necessarie all’installazione a casa/spazio/etc
- La centralina deve stare all’esterno
- Corrente elettrica costante
- WiFi sempre acceso a cui connettersi
- sconsigliati piani alti

Articolo in preparazione
Aria, prendiamo le misure non le distanze

Links utili Il progetto tedesco sulle centraline polveri sottili autocostruibili
https://pad.disroot.org/p/r.05c5f9ad3b5ea738e9f0e7eba16fe0dd

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Sesta serie

La sesta serie degli incontri del LOST prende il via con una grafica diversa, più sobria e maneggevole.
Nelle puntate precedenti si è più volte rilevata la necessità di ridimensionare le aspettative nei riguardi della tecnica e l'auspicio ad affinare degli strumenti che permettessero un crescente livello di indipendenza dalle intermediazioni tecnologiche imposte dal mercato.
In quest'ottica sarà indirizzato l'aspetto comunicativo ma anche una parte della programmazione delle attività future. Alcuni nuovi filoni si andranno ad aggiungere ai temi trattati (e non esauriti) fino ad ora.

Da un lato la formazione / autoformazione, una sorta di alfabetizzazione tecnologica quantomai necessaria in un tempo dove le macchine sembrano potersi muovere da sole.

Qualcuno ricorderà di I sit in Siberia and have only Telnet, una pagina potente che portava alla luce il concreto funzionamento di alcuni elementari applicativi di rete. Il senso è quello. Con Fedeli alla linea abbiamo iniziato e su questa strada vorremmo proseguire.

Ci siamo accorti di quanta importanza hanno i laboratori seminariali, l'esperienza diretta del "metterci le mani sopra" o :"hands-on" derivata dalla cultura hacker e confermata dagli antichi.
"Ascolto e dimentico, vedo e imparo, faccio e capisco" - Proverbio Cinese.
Un passaggio dal teorico al pratico che trova conferma nel nuovo programma.

Dall'altro non possiamo più prescindere dalle questioni poste dall'emergenza ambientale, il rapporto tra conoscenza e materia nella prospettiva della dialettica tra scienza e natura. Ci troviamo di fatti del tutto impreparati di fronte ad un bivio epocale che potrebbe mettere in gioco in tempi molto brevi i modelli di vita e le prospettive del futuro. La tematica del cambiamento climatico, le conseguenze dell'esaurimento dei combustibili fossili, la contabilizzazione dei costi (economici e sociali) dello smaltimento dei rifiuti ancorché diventare uno stimolo ulteriore all'elaborazione di un modello di relazioni che sia libero dallo sfruttamento (di uomini e cose), dalla valorizzazione monetaria, dalla sopraffazione del più debole, rischiano di diventare bandiere di un novello capitalismo, rinvigorito da nuove praterie da conquistare e nuovi pascoli da sfruttare.

Non è un caso che sia proprio all'interno di quella pratica scientifica distruttiva che si cercano le medicine per il pianeta malato. In questo modo anche le virulente contraddizioni ambientali locali, a cui da tempo siamo abituati, non solo non avranno modo di farsi questione centrale ma verranno sussunte e inglobate nello spettro dell'Intelligenza Artificiale.

Anche su questo piano è quindi sempre più necessario acquisire strumenti e capacità di discernimento indipendenti dalla comoda ma interessata e truffaldina lezione di Alexia o di Siri.

Infine, con l'aria che tira, è sempre più incombente il tema degli strumenti di guerra. La perdurante crisi da un lato e l'intensificarsi del flussi migratori dall'altro offrono poche prospettive altro che quelle belliche e a ben vedere una guerra è già in corso, ad intensità variabili e localizzazioni diffuse.

Il programma delle serie a venire, senza perdere l'attenzione per la riflessione teorica generale, vorrebbe quindi concentrarsi anche su questi temi proponendo:

un workshop sul networking (livello base) un workshop di autocostruzione di centraline per il controllo della qualità dell'aria …

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