Come riuscire a (non) prendere un treno, in Cina

Un sistema di valutazione del “Credito Sociale” di persone e aziende permetterà di garantire un radioso futuro alla via cinese al Socialismo. Questo si evince dal documento datato 14 giugno 2014 “Piano di programmazione per la Costruzione di un sistema di Credito Sociale”.

Facoltativo a partire dal 2014 il Credito Sociale diventerà obbligatorio nel 2020 e terrà conto dell’affidabilità individuale dei cittadini valutandone sia parametri economici (la regolarità dei pagamenti, l’attitudine a rispettare i contratti) che comportamentali (la cerchia di amici, la tipologia degli acquisti). Lo studio dell’algoritmo per misurare una grandezza di questo tipo è stato affidato a dei colossi del big data, dal gestore di WeChat (con il suo miliardo di utenti) ad una affiliata di AliBaba, il mall online che Forbes definisce più profittevole di Amazon.

Il sistema di penetrazione è semplice, per un po’ la misura del Credito Sociale ha permesso di accedere a ribassi nei costi dei servizi, accessi prioritari alle pratiche della pubblica amministrazione sino a facilitare l’ottenimento di Visa per l’estero. Ma già da ora inizia ad essere utilizzato come sistema di controllo. Un recente accordo con le compagnie di trasporti (stradali, aeree, marittime, ferroviarie) implementa il sistema del Credito Sociale per distinguere buoni da cattivi viaggiatori, arrivando a minacciare per questi ultimi una sorta di blacklist che può arrivare ad impedirgli chissà, l’accesso al servizio ferroviario o anche selezionarne l’accesso al lavoro.

In sei anni l’Impero d’Oriente ha programmato e sta attuando l’attivazione (progettazione, sviluppo, implementazione, test, tuning e messa in linea) del più grande sistema di schedatura mai visto prima. Vedremo come andrà a finire.

Wired: Big data meets Big Brother as China moves to rate its citizens di Rachel Botsman

Global Times: China to implement social credit system in transport, ride-hailing sectors

Non stupiamoci poi se qualcuno pensa di far dipendere un reddito di sussistenza alla moralità degli acquisti di chi ne beneficia, non si tratta che di piccoli emulatori. D’altronde il ministro dell’Economia italiano Tria non era andato, con buona pace della xenofobia caciarona e assassina dei suoi soci, proprio in Cina a cercare di affidare il debito pubblico Italiano alla nuova via del “Socialismo”?

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