Sbugiardatore elettronico

Un progetto finanziato dalla UE per “velocizzare il traffico ai confini dell’Unione” garantendone la sicurezza prevede l’utilizzo di un “avatar” opportunamente istruito nel riconoscimento delle menzogne.

Sul sito dell’UE si legge che il progetto, che va sotto il nome di IBORDERCTRL, ha “l’obiettivo di sviluppare sistemi di controllo alle frontiere allo scopo di facilitare il compito delle guardie nello scoprire l’immigrazione illegale contribuendo in questo modo alla prevenzione di crimini e terrorismo”.

Da un lato quindi si ribadisce l’associazione tra “immigrazione clandestina” e “criminalità” (binomio chiave della politiche razziste ed autoritarie tanto in voga di questi tempi) mentre dall’altro si ipotizza l’uso di sofisticati sistemi di controllo attraverso l’analisi delle micro-espressioni del viso, per effettuare un pre-screening dei viaggiatori.

Cal Lightman (*) ha titillato la fantasia di qualche ricercatore che ora, alla modica cifra di 4,5 milioni di euro, rischia di mettere in piedi il più grande e pericoloso generatore di deduzioni errate di questo inizio secolo.

Non viene difficile immaginare che, una volta testato il “kit sicurezza” su qualche milione di viaggiatori (“più di 700 milioni di persone entrano nell’Unione Europea ogni anno”), si apriranno per lui vastissimi campi di applicazione.

Per non deludere gli animi mercantile la “notizia” sottolinea come si tratti di un mercato che, dal 2020, avrà il valore di 128 Miliardi di Euro.

Paladini di questa impresa sono:

Lussemburgo (Coordinatore),
Grecia,
Cypro,
Regno Unito,
Polonia,
Spagna,
Ungheria,
Germania,
Lettonia.

Sito UE

I-Border

(*) Lie to me è stata una brillante serie televisiva con protagonista il dottor Cal Lightman, interpretato dall’attore Tim Roth. Lightman lavora come consulente per la polizia e fa uso della psicologia applicata, il linguaggio corporale del FACS: Sistema Codificato di Azione Facciale  per indentificare le menzogne e risolvere così dei tremendi casi di cronaca nera. Dal sapore decisamente post 911, Lie to me (Mentimi) è attuale nella piena civiltà della sicurezza preventiva ma il telefilm non è riuscito a confermarsi strumento reazionario di controllo e ha finito per oltrepassare il sipario, diventando divertente e liberatorio.
Difatti la Fox, che lo produceva, se ne è accorta e lo ha bruscamente interrotto nel 2011, a metà della terza serie. FACS!

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