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I droni AGR della Nato a Sigonella

Al via a Sigonella le operazioni dei droni del sistema di intelligence AGS – Allied Ground Surveillance – il progetto più ambizioso  e costoso della sempreverde alleanza di guerra. Assicurata alla NATO una considerevole flessibilità nell’utilizzazione delle sue capacità di sorveglianza in modo che essa possa essere commisurata ai bisogni di ogni emergenza. Sessanta milioni di euro alla Astaldi S.p.A. per la costruzione a Sigonella di 14 edifici per alloggi e uffici per 800 miltari e gli hangar di rimessaggio-attrezzaggio degli aeromobili senza pilota, finanziata dai 29 paesi membri dell’Alleanza Atlantica.

https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2019/03/i-droni-ags-della-nato-sigonella-comuni.html

Il 4 febbraio 2019 Facebook compie 15 anni

Zuckerberg ha scaldato il pubblico con un messaggio markettone a reti unificate di qualche giorno fa dove sostanzialmente ripete la frase che già disse in senato: “senator, we run ads” -facciamo pubblicità-.

Poi dice anche: “opportunità, possibilità, potere nelle mani della gente, noi lavoriamo ogni giorno, è vero che raccogliamo alcune informazioni, ci tengo a chiarire, la cosa che conta di più: le persone, servizi aggiuntivi, amati e utilizzati, chiunque debba avere una voce, se devono vedere la pubblicità, i nostri strumenti per la trasparenza, classica transazione commerciale, questo modello può sembrare poco chiaro, non vendiamo i dati delle persone, l’importante questione, un servizio gratuito”.

Poi: “Voglio essere chiaro: noi ci concentriamo sull’aiutare le persone a condividere e a connettersi, perché lo scopo del nostro servizio è quello di consentire a tutti di rimanere in contatto con la famiglia, gli amici e la loro comunità.”

In ogni caso Faccetta buffa va dicendo che loro continuano a fare pubblicità perché è il modello giusto, e di non preoccuparci che non cedono i nostri dati ad aziende esterne perché non gli conviene.

Se teniamo conto anche di quello che non dice nel discorso, ossia che sta per unificare Messenger (la chat ufficiale di Facebook) con Whatsapp (chat di proprietà di Facebook) e Instagram (Social di proprietà di Facebook) capiamo che si sta ingrandendo. Avrà ancora più dati incrociati a disposizione.

Si tratta di un annuncio di concentrazione del capitale. Come ben dicono a Radio Onda Rossa dal minuto 48 a 58 nella trasmissione: “Le dita nella presa” su tecnologia e politica.

Non si tratta di interoperabilità fra diversi gestori. Lo sarebbe se potessimo mandare un messaggio da Whatsapp a Twitter. Così come nella telefonia possiamo mandare un SMS da Vodafone a TIM. In questo caso invece le tre chat appartengono tutte allo stesso gestore. Non potevano già dialogare tra loro perché sono nate come ditte diverse, prima di essere tutte comperate da Facebook.

L’effabile Zuck dice nel suo discorso che se siamo diffidenti nei confronti di FB è perché non lo capiamo. Considerando che il funzionamento dell’algoritmo di Fb non è certo pubblico, è un pò offensivo. Un pò come se cocacola dicesse che se non ti piace è perché non la capisci. E diccelo come funziona il tuo algoritmo allora! Così capiamo e poi ci fidiamo.

Ma forse si è capito eccome.

Gizmodo: If users don’t trust Facebook, it’s not because they don’t understand it. It’s because they do

Non ci siamo già dimenticati di Cambridge Analytica. Questo è il
video di Channel 4 UK dove giornalisti undercover registrano Alexander Nix
mentre si vanta di aver influenzato le elezioni in Nigeria, Usa, Argentina, ecc. usando i dati comperati da Facebook, ma anche usando corruzione, prostitute ed ex dei servizi segreti.

Ufficialmente Facebook non aveva autorizzato la vendita dei dati di 50 milioni di persone, ufficialmente li aveva dati in uso a un ricercatore. E questo permette a Zuck di andare in giro dicendo: “noi non vendiamo i dati delle persone”.

Buon compleanno toxic social media baro e monopolista.

Musica: Beat on the brat (menaje al moccioso) dei Ramones

Beat on the brat, with a baseball bat, oh yeah, oh yeah

la dichiarazione è stata rilasciata il 24 gen al Wall street journal (eng)

il giorno dopo la dichiarazione di Zuckerberg appare su Repubblica

rep di repubblica usa un paywall

che si può scavalcare usando un add-on

o si può leggere altrove

ma anche qui

Alessa! Alessa!

“Il secondo giorno del blocco, sento mia figlia dal salotto con mio
marito che gridano: Alessa! Alessa!

Si sono dimenticati che la voce di Amazon Echo, Alexa, è stata bandita
da casa. Il blocco è specialmente duro per mia figlia di un anno. Sia
perché Echo è la fonte di musica in casa e sia perché è ossessionata da
tre film: Coco, gli Incredibili e Monster inc., che guardavamo di solito
via Netflix..”

Kashmir Hill, giornalista, decide di provare a vivere senza il gigante
tecnologico e scopre che eliminando radicalmente Amazon dalla sua vita,
usando una VPN per negare la navigazione verso i servizi gestiti da
Amazon, taglia via metà di internet (la quale si appoggia su Amazon AWS).
Compresi alcuni servizi insospettabili come Netflix, Slack e Signal.
Chiede a suo marito di non fare la spesa da Whole Food e sobbalza quando
anche un ordine da Ebay le arriva a casa avvolto in un pacchetto con il
tenace sorrisetto-logo di Amazon.

La vita diventa difficile e scopre che Amazon è un monopolio cui non può
sfuggire.

https://gizmodo.com/i-tried-to-block-amazon-from-my-life-it-was-impossible-1830565336

[Locandina] SERIE IV + Jocelyn Bell

Jocelyn Bell, somiglianza straordinaria con Janis Joplin, non canta canzoni cosmiche, ma al cosmo dà del tu. Astrofisica nord irlandese, una sera del 1967, mentre ascoltava il rumore di fondo della registrazione compiuta sul cielo del radiotelescopio che aveva appena terminato di costruire, fu incuriosita nel trovare un segnale che pulsava regolarmente. Chiamò il segnale “little green man” (omino verde) perché sembrava un segnale extra-terrestre. Scoprì poi che si trattava di una stella di neutroni rotante ad altissima velocità (una pulsar). La scoperta delle stelle pulsar valse il premio Nobel del 1974 che fu assegnato a 5 persone, tra cui il suo supervisore, ma lei non se la prende e dirà che era solo una studentessa. Insegnante di fisica, poi presidente della società reale di astrofisica. Una lista di premi e riconoscimenti lunga così tra cui la medaglia dell’accademia delle scienze francese. Devolve interamente nel 2018 il premio speciale: “Conquista nella fisica fondamentale” di oltre 2 milioni di sterline in favore di donne, minoranze etniche, e studenti di fisica rifugiati. La ricorda con affetto un suo studente con queste parole: “Uguale! uguale a Janis Joplin..”
Cosmico pmomp sotto la stella della Jocelyn.

[7/2/2019] Dalla Cina all’Europa: lavoro mobile e catene produttive 🗓

7/2/2019 ore 21

L’incontro si terrà presso la sede dell’Unione Sindacale Italiana in via Torricelli 19 a Milano

con Devi Sacchetto

Il seminario esaminerà le condizioni della forza-lavoro, in particolare la sua mobilità e la sua rotazione nel settore della produzione elettronica; i suoi tempi e spazi tendono a venire compressi dalle catene produttive globali al fine di rispondere just-in-time alle domande di mercato. A partire da un lungo lavoro di ricerca sul campo, verranno considerati i processi lavorativi del maggiore terzista mondiale di prodotti elettronici, la Foxconn, che ha la sede centrale a Taiwan. Con circa 1,3 milioni di dipendenti in vari Paesi, la Foxconn produce per i colossi dell’elettronica: Apple, Microsoft, Google, Intel, HP, IBM, Dell, Cisco, Amazon, Sony e Nintendo. Nel corso degli ultimi vent’anni, oltre che nei suoi mega-stabilimenti situati nella Repubblica popolare cinese, la Foxconn ha investito in nuove fabbriche in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale.
Nell’ambito dell’incontro si confronteranno le pratiche lavorative messe in campo dalla Foxconn in Cina e in Europa per sottolineare come, al di là delle somiglianze, occorra tenere presente sia i contesti socio-istituzionali sia la composizione della forza lavoro. E’ infatti a partire da questi due elementi che si evidenziano diverse forme di resistenza del lavoro vivo che hanno in parte indotto e in parte costretto la multinazionale ad adottare strategie alternative che potrebbero fare tendenza anche al di là dell’Europa centro-orientale.

L’onda lunga della FoxConn da “Nella fabbrica globale. Vita al lavoro e resistenze operaie nei laboratori della Foxconn

[27/1/19] Privacy Matters on My Phone 🗓 🗺

Percorso in 5 passi su come entrare in possesso del proprio smartphone dopo averlo comperato.
Unit hacklab

Domenica 27 Gennaio 2019 h 16.00 @Cox18

L‘obiettivo di questo progetto è di raccogliere e divulgare strumenti e
conoscenze per utilizzare uno smartphone Android nel rispetto più ampio
possibile della propria privacy. Tale progetto non ha uno scopo
divulgativo riguardo la salvaguardia della privacy: il problema è ormai
chiaro a tutti. Vuole invece essere di supporto a chi consapevolmente
vuole proteggersi. In quest’ottica, il progetto è strutturato a livelli,
dal più facile da perseguire ma con un alto livello di compromesso fino
a un livello più difficile senza lasciare spazio a dubbi e compromissioni.

Vogliamo rompere la sacralità dell’utilizzo dello smartphone. La quale
non viene oramai neanche più messa in discussione. Ricorderete quando si
pensava a togliere la batteria prima di comunicazioni riservate, ora che
non si possono più togliere non si mette neanche in discussione il
motivo per cui si faceva. Siamo regrediti nel mettere in discussione
l’oggetto. Il modo in cui ora accettiamo che faccia cose ha del sacrale.

L‘idea è che si debba essere liberi sul proprio dispostivo. Il telefono
intelligente è un Pc e ci si possono mettere sopra le mani. Va anche
ricordato che è molto più intimo di un Computer Personale, a maggior
ragione vorremo che la fiducia sia simmetrica.

È importante anche ricordare che non ci sono alternative ad Android. Gli
altri smartphone, anche detti telefonini intelligenti, o furby, sono
solamente gli Apple iOS e i Windows.

Privacy Matters On my Phone è un percorso in forma ludica.

Aperto a tutti.

a seguire Grog di autofinanziamento

Guardian: A/I applicata alla guerra

Le guerre iniziate attorno all’undici settembre 2001 continuano senza lasciar intravedere una fine.
Il pentagono sta investendo molto in tecnologie che le permettano di intensificarle.
Utilizzando i più moderni strumenti della industria tech-nologica l’esercito degli Stati Uniti sta studiando delle tecniche di guerra più “automatiche” che le permettano di affrontare scenari di guerra in ogni luogo e per lungo tempo.

Il guardian

La città del futuro è una macchina di raccolta dati

da Internazionale

Nella Silicon valley rendere “intelligente” un dispositivo significa dotarlo di connettività internet, in modo che possa raccogliere, inviare e ricevere dati, spesso registrando le preferenze degli utenti. L’industria tecnologica ha investito molto sull’idea che intelligente significhi migliore, di conseguenza abbiamo casse stereo intelligenti, termometri intelligenti, schermi per bebè intelligenti, sistemi di oscuramento vetri intelligenti, giocattoli sessuali intelligenti, tutti pronti a raccogliere dati preziosi che poi finiscono nelle mani delle aziende. …

https://www.internazionale.it/notizie/sidney-fussell/2018/12/09/quayside-toronto-smart-city