lost18

Lost/3

Locandina terza serie

Tecnologie riproduttive e salute delle donne
Giovedì 27 settembre 2018 ore 21.00
con Laura Corradi

Tecnologie del controllo – Workshop di liberazione tecno-teatrale
domenica 28 ottobre 2018 ore 16.30
a cura del Gruppo Ippolita

Laboratorio Delega cognitiva e gamificazione dell’esperienza online
domenica 11 novembre 2018 ore 16.30
a cura del Gruppo Ippolita

Zapruder 45: Hack the System
Giovedì 6 dicembre ore 21.00
ne discutono i curatori del numero della rivista Ilenia Rossini e Ivan Severi con
Damiano Garofalo
gruppo Ippolita
Marco Philopat
Unit

USA e Cina, la sfida per l’Intelligenza Artificiale
sabato 1 dicembre 2018 ore 16.30
con Simone Pieranni

[28/10/18] Tecnologie del controllo – Workshop di liberazione tecno-teatrale 🗓

domenica 28 ottobre 2018

ore 16.30
@CSOA Cox18 Via Conchetta 18, Milano

Tecnologie del controllo
Workshop di liberazione tecno-teatrale

Forse ai nostri giorni l’obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo,
ma di rifiutare quello che siamo.
Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
(M. Foucault)

La società digitale della trasparenza radicale e della sorveglianza ci fa sentire più sicuri e interconnessi ma, allo stesso tempo, mette in discussione le identità e le sfere di libertà non soltanto dell’individuo, ma dell’intera collettività.
Il social web dei servizi «gratuiti» si basa sul controllo e la manipolazione degli utenti, in particolare è l’idea di media sociale che definisce meglio i confini di uno spazio chiuso di manipolazione massiva, dove la performance è elemento imprescindibile.
Indagheremo sulla differenza tra sicurezza e controllo e cercheremo di capire perché la caccia al like può generare al contempo ansia e piacere.
Il workshop è strutturato in due momenti, uno teorico ed uno esperienziale: la condivisione di lessico e saperi accompagnano e sostengono la parte esercitativa. Infatti, mutuando alcune tecniche teatrali e di apprendimento cooperativo, intraprenderemo un percorso di
consapevolezza digitale, alla ricerca del proprio personale modo di convivere con le macchine e abitare un ecosistema tecnico, in continua danza e mutazione verso forme di liberazione dei corpi e delle identità digitali.

a cura del Gruppo Ippolita

Info logistiche
Tempo previsto: 3 ore
Max partecipanti: 20 (è richiesto abbigliamento comodo)

Per le iscrizioni scrivere a lost@inventati.org

Unit hacklab “sulla Questione Social”

A cosa servono i social network? – Dibattito su strumenti e limiti della comunicazione social. Se la vicenda di Cambridge analytica ha portato al grande pubblico, compresi gli arborigeni coi quali cerchiamo da sempre di dialogare e di dirci qualcosa, la questione del potere sui cosiddetti social network. Se il gruppo Ippolita ha individuato e indicato anche prima di allora le modalità di funzionamento di Facebook nella pornografia emotiva e nella gamificazione. Se il progetto facebook.tracking.exposed ha tentato di decostruire il funzionamento dell’algoritmo del social monopolista e suggerisce oggi che ognuno abbia il suo proprio algoritmo. Se Unit hacklab con la sua voce collettiva frammentata e traumatizzata si domanda: ma se la piazza diventa centro commerciale che fai? Apri un negozio o gli pianti dentro un casino? Se il gruppo Glep ricorda il sabotaggio come strumento di critica. Se il collettivo Trammenti ricorda che dovremmo ripartire dal concetto di comunità prima della questione tecnica. Se la tendenza di oggi è che la tecnica ci salverà, ma vorremmo partire prima dalle persone e siam qui a domandarci: ma noi cosa vogliamo? Prima di impastarci gioiosamente su identità, delega, autorità, affinità, struttura e responsabilità non possiamo che elencare la scaletta: dopo una breve intro, cominceremo con il resoconto tecnico di alcune pratiche di utilizzo di social network, per arrivare più consapevoli a una desideranda e solo allora si aprirà dibattito. A cura di Unit hacklab, collettivo Trammenti, gruppo Ippolita.

Sulla Questione Social

Papa Mobile

È esperienza comune che le nostre relazioni di qualsiasi tipo vengano sempre più frequentemente intermediate da dispositivi digitali. I legami interumani diretti lasciano il posto a mille forme di connessioni indirette e artificiali. Il marketing delle ‘internet company’ accompagna questa mutazione tecno-sociale con nuovi miti. La potenza degli smartphone, le meraviglie dell’intelligenza artificiale, la panacea dei robot per alleviare le fatiche del lavoro, la rivoluzione dei big data e il paradiso terrestre dell’internet delle cose. Un’assuefazione acritica maschera la nostra ignoranza sulle reali implicazioni di questa ulteriore evoluzione del capitalismo.
[…]
Ben oltre la società industriale, la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale delle libertà. D’altra parte una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie.
Sapremo scegliere o ci accontenteremo di essere scelti?

[Renato Curcio. L’impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2017]

Giulio Maccacaro e Medicina democratica

Lunedì 22 ottobre alla Fondazione Micheletti di Brescia, per il ciclo “Figure e interpreti del Sessantotto – cinquant’anni dopo”, si terrà dalle 15.00 alle 18.00 l’incontro “Giulio Maccacaro e Medicina democratica”.

Gli scritti di Giulio Maccacaro (1924-1977) – ricercatore medico, animatore sociale e culturale, fondatore di Medicina Democratica ed Epidemiologia e Prevenzione, direttore di Sapere, innovatore del sistema sanitario italiano – ci interrogano sui doveri del medico e della medicina in una realtà come quella contemporanea, attraversata da ingiustizie, conflitti e contraddizioni profonde che si riflettono negli interventi in difesa della salute. Mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti durante la sua formazione nazionale e internazionale – p.es. a Cambridge dal 1949 al 1951- Maccacaro valorizza il ruolo dello Stato nelle politiche sociali, ma alla loro base pone sempre quella solidarietà spontanea che distingue ogni gruppo umano, pur garantendo con lo strumento fiscale-redistributivo e l’impegno dei suoi funzionari, un quadro di eguaglianza sociale e di pari opportunità per tutti.

Maccacaro mostrò in Italia la realtà della medicina come dottrina sociale oltre che tecnica e attraverso l’analisi dei suoi rapporti con le altre scienze e il potere ne mise in questione lo status, presunto, di scienza neutrale. Medicina Democratica, rivista e movimento di lotta in difesa della salute, ufficialmente nata al Convegno di Bologna del 15-16 Maggio 1976, ha raccolto e tentato di mettere in pratica finora gli insegnamenti di Giulio Maccacaro, continuando le rivendicazioni per la salute collettiva. Il punto di partenza di ogni lotta contro le nocività furono le fabbriche operaie degli anni ’60 e ’70, subito fu tuttavia chiaro che la difesa dell’ambiente estesa fuori dalla fabbrica era un’altra forma della lotta di classe. Anche per questo, elemento fondante del pensiero di Maccacaro e di Medicina Democratica è il ricorso alla parola e al suo diritto d’uso come strumento inclusivo di una scienza altra, collettiva, partecipata, capace di occuparsi delle ingiustizie e di dare voce a chi non ha rappresentanza, realizzando una dialettica politica e culturale sui temi della salute e del lavoro, integrando nel discorso l’equità socio-economica, la sostenibilità (e il senso) del modello capitalistico industriale e le disfunzioni da questo introdotte: le patologie tumorali e degenerative, l’alienazione, l’individualismo autoreferenziale.

[11/11/18] Laboratorio “Delega cognitiva e gamificazione dell’esperienza online” 🗓

domenica 11 novembre 2018

ore 16.30
@CSOA Cox18

Laboratorio: Delega cognitiva e gamificazione dell’esperienza online
a cura del Gruppo Ippolita

Nel corso del workshop verrà proposta una decostruzione critica delle interfacce web commerciali, facendo emergere gli elementi compositivi legati alla gamificazione dell’esperienza dell’utente. Inoltre verrà messa a fuoco la relazione che mente e cervello instaurano con i dispositivi digitali, ponendo l’attenzione sui vari meccanismi di delega che questi comportano sotto il profilo cognitivo.
Il workshop verrà suddiviso secondo la seguente tripartizione:
• Accenni di Gamificazione
Introdurre gli elementi compositivi dell’interfaccia gamificata: competitività, classifiche, livelli, ricompensa/meccanismo premiale, accumulo.
• Gamificazione delle interfacce
Analisi e confronto critico di social, smartphone, ecc. con le interfacce dei giochi presentati in video.
• Delega Cognitiva: emotiva e relazionale Comprensione dei meccanismi di delega agli strumenti tecnologici, dalla memoria ai bisogni relazionali.

Il laboratorio è per un massimo di 20 partecipanti.
Per le iscrizioni scrivere a lost@inventati.org

Uno ‘tsunami di dati’ per consumare 1/5 dell’elettricità del pianeta

L’industria delle comunicazioni potrebbe arrivare ad utilizzare il 20% di tutta l’elettricità mondiale entro il 2025, ostacolando i tentativi di riduzione del cambiamento climatico in quanto la domanda delle server farm affamate di energia che memorizzano dati digitali da miliardi di smartphone, tablet e dispositivi connessi a Internet cresce esponenzialmente…

http://www.climatechangenews.com/

[27/09/18] Tecnologie riproduttive e salute delle donne 🗓

Giovedì 27 settembre 2018

con Laura Corradi

Fecondazione in vitro, gestazione per altri, donazione e vendita di ovociti, a partire dal suo volume Nel ventre di un’altra edito da Castelvecchi, Corradi ci porta a una ricognizione critica sulle tecnologie riproduttive con una particolare attenzione ai privilegi geopolitici ed economici del mondo occidentale e alla salute delle donne coinvolte in ogni parte del processo riproduttivo.

Laura Corradi
Sociologa del corpo, femminista, viaggiatrice. Ha scritto sulla salute
delle donne, sui movimenti di lotta contro le cause ambientali di cancro, sulle mobilitazioni contadine anti-Ogm in India, sul rapporto fra salute e ambiente, sulle pubblicità etero/sessiste, razziste, classiste e sulle forme di guerriglia semiotica agite dai nuovi femminismi.

I costi della letteratura scientifica

Couperin, il consorzio francese che rappresenta più di 250 università e centri  come il CNRS (Centro nazionale per la ricerca scientifica, l’equivalente francese del CNR),
ha annunciato pochi  giorni fa in una dichiarazione che, da questo aprile, il contratto con l’editore di Naturenon sarà rinnovato.
Tuttavia, Springer-Natu re non ha ancora tagliato l’accesso alle sue oltre 2000 riviste nella speranza di arrivare ad un accordo.

All’ordine del giorno di questi incontri c’era principalmente un problema: il prezzo.
Il consorzio francese ha sostenuto che, dal momento che sempre più articoli sono “open access”, cioè ogni ricercatore o centro paga all’editore diverse migliaia di euro per la pubblicazione dell’opera, in modo che in seguito il suo accesso possa essere pubblico e gratuito, non aveva senso che il prezzo degli abbonamenti aumentasse di anno in anno.

https://www.elconfidencial.com/