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Tecnologia e libertà

Al tempo in cui la tecnologia, e le tecniche informatiche in particolare, sembrano dominare la sfera della produzione e quella del consumo con una intensità e una aggressività mai viste prima, sembra essere molto lacunosa la consapevolezza delle metodologie e delle finalità che l’uso degli strumenti comporta, in particolare quelli digitali, nonché delle caratteristiche intrinseche dei processi che sono vi coinvolti.

Le perplessità, se mai ve ne sono, riguardano soprattutto l’utilizzo eccessivo o errato di una strumentazione che si suppone essere neutrale e al servizio dei naturali bisogni di donne e uomini del nuovo secolo.

La domanda se vi sia un limite che divide l’uso dall’abuso dello strumento tecnologico lascia però inesplorate le interconnessioni che questo ha con gli assetti di potere esistenti e con le esigenze di messa a profitto che esprimono.

Ancora più in sordina è il dibattito sulla scienza e sui suoi rapporti con la tecnica, nonché sulle trasformazioni che queste attraversano nel susseguirsi di crisi e ristrutturazioni del capitale.
Luci e ombre dell’elaborazione teorica e dello sviluppo tecnologico alle soglie del terzo millennio.

Interrogarsi su questi temi per noi significa in primo luogo promuovere momenti di discussione e di confronto collettivi, raccogliere contributi, esperienze e curiosità che sappiamo esistere benché spesso in forma inespressa. Contemporaneamente significa dar vita a pratiche di formazione e informazione suscettibili di irrobustire il nostro approccio agli strumenti e alle teorie che li accompagnano, alimentando la nostra inguaribile propensione a pensare a forme di organizzazione sociale realmente e radicalmente diverse.

Proponiamo quindi una serie di incontri sotto il nome di LOST: le “Lunghe Ombre della Scienza e della Tecnica”. Questi incontri si rivolgeranno a un pubblico vario, non necessariamente fatto di esperti (anzi!), e mirano sia a fornire una basica contro-informazione unita a un primo gradino di formazione sia ad aprire uno spazio di confronto e discussione.

Si tratta di riappropriarsi delle conoscenze e della capacità di criticarle, obiettivo molto ambizioso che, nel nostro modo di vedere, può darsi solo nella rottura degli steccati che separano gli esperti dai profani, i costruttori dagli utilizzatori, guardando ad un mondo che non contempli la differenza dei dotti dai villici.

Apriamo le danze proponendo un testo, un “cappello” introduttivo, lo presentiamo sotto forma di “Richiesta di commenti”1 sulla falsariga di quanto avvenne nei primi anni Settanta quando l’Internet stava preparandosi a nascere. È un testo breve, gnucco e senz’altro incompleto, che serve a noi a fissare dei paletti iniziali. In esso si enucleano quattro aree tematiche principali che pur essendo fortemente in relazione l’una con l’altra si prestano ad una trattazione specifica:

Scienza,
Tecnica,
Tecniche digitali,
Trasmissione del sapere.

Il ciclo di incontri sarà anche un modo per migliorare e approfondire, attraverso arricchimenti, elaborazioni ulteriori e trasformazioni, il contenuto di questo embrionale testo.

Per far ciò abbiamo bisogno dell’aiuto di molti perché, come tutti i percorsi di conoscenza, anche questo deve potersi arricchire durante il suo procedere e nessuno di noi sente di avere una verità o una ragione che non si dia nella relazione con una collettività più ampia.

Proponiamo quindi a quanti più siano interessati di attivarsi attorno al progetto con lo scopo di approfondire e socializzare le conoscenze.

 

 


1 Una “Richiesta di commenti” (RFC) è un tipo di pubblicazione della Internet Engineering Task Force (IETF) e della Internet Society (ISOC), i principali enti di sviluppo tecnico e di definizione degli standard per Internet.
Una appare sotto forma di un memorandum che descrive metodi, comportamenti, ricerche o innovazioni applicabili al funzionamento di Internet e dei sistemi connessi a Internet. Viene pubblicata per permettere una revisione pubblica, una raccolta di commenti e integrazioni, suggerimenti.
La prima RFC è stata composta da Steve Crocker nel 1969 per stilare delle note non ufficiali sullo sviluppo di ARPANET:“We had accumulated a few notes on the design of DEL and other matters, and we decided to put them together in a set of notes. I remember having great fear that we would offend whomever the official protocol designers were, and I spent a sleepless night composing humble words for our notes. The basic ground rules were that anyone could say anything and that nothing was official. And to emphasize the point, I labeled the notes Request for Comments. I never dreamed these notes would distributed through the very medium we were discussing in these notes. Talk about Sorcerer’s Apprentice!”. (Reynolds & Postel, rfc1000, Agosto 1987)

Alcune tendenze totalizzanti nella società artificiale

Incontro del 27/5/18

RENATO CURCIO: Alcune tendenze totalizzanti nella società artificiale. Estratto (1 ora)

Vi è una trasformazione antropologica legata all’introduzione di tecnologie digitali in atto:

– Pervasività

– Ibridazione e simbiosi con il digitale

Questa trasformazione avviene con dei ritmi velocissimi.

I sistemi politici stanno diventando sistemi elettorali.

Il conflitto tra aziende private e Stati in giro per il mondo sta creando alcuni problemi. Per superare questi problemi si sta elaborando una apposita tecnologia (2004 – tecnologia del numero unico) …

qui il podcast integrale