L'epistemologia e le scienze sperimentali

L'epistemologia e le scienze sperimentali
di Ernesto Mascitelli Coriandoli

marzo 1972

SAPERE
numero 746, marzo 1972

Attraverso una lunga e complessa serie di operazioni dirette ad ordinare, chiarire e riformulare i tratti essenziali delle teorie scientifiche, l'epistemologia porta un contributo essenziale al loro sviluppo.

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Internet Mon Amour

22 gennaio 2020
alle ore 19.00
@Cox18 - via Conchetta 18 - Milano

conversazioni con C.I.R.C.E. intorno a

Internet Mon Amour
cronache prima del crollo di ieri
di Agnese Trocchi

internet mon amour

Fino a quando continueremo a considerare le macchine alla stregua delle bestie non umane, animali artificiali da sfruttare come ogni altro animale per i nostri distruttivi scopi? Fino a quando le macchine staranno ad ascoltarci, obbedienti ai comandi dei più squinternati e sociopatici fra noi, invece di allearsi con piante, funghi, batteri e altri viventi per farla finita con la piaga umana? Fino a quando la Terra continuerà a sopportare le nostre sconsiderate e deliranti imprese di dominio, senza scrollarsi decisamente di dosso il virus che imperversa, invece di scuotersi solo con momentanee eruzioni, maremoti, terremoti per grattarsi la rogna umana? I posteri, se ci saranno, sapranno. A noi tocca ritrovare il filo d'Arianna nel labirinto del passato, filtrare le notizie balorde senza fondamento, potare le sciocchezze, sgrossare le teorie farlocche. Farci filtri della monnezza, contenere gli inquinanti mentali, neutralizzare i memi ossessivi.

Da: https://ima.circex.org/storie/0-intro/index.html
Agnese Trocchi ~ Internet Mon Amour ~ CC 4.0 (BY-NC-SA)

Suggeriamo a tutti una lettura del testo, che in versione volatile si trova qui: https://ima.circex.org
mentre in versione cartacea si trova (anche) alla Calusca in via Conchetta 18, in quel di Milano

Centro Internazionale di Ricerca per la Convivialità Elettrica
Unit Hacklab
Archivio Primo Moroni
Calusca City Lights
Centro Sociale Occupato Autogestito Cox18

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Riflessioni di fine millenio

Riflessioni di fine millenio
Carlo Oliva
novembre 1999

da
"A" Rivista Anarchica
anno 29 numero 259

Ammettiamolo pure. Dal punto di vista di coloro che l'avevano elaborata, l'ipotesi che l'alba dell'anno 1000 dopo la nascita di Cristo potesse segnare la fine di questo povero mondo non mancava di una certa logica. Mille, in sostanza, è una bella cifra tonda e una volta ammesso che l'Universo sia il frutto dell'attività di un Creatore intenzionato, un giorno o l'altro, a porvi clamorosamente fine, l'idea di far coincidere questo atto estremo con una data in qualche modo significativa, una data che chiunque, purché dotato di un po' di sale in zucca, avrebbe potuto facilmente prevedere, cogliendo l'occasione di prepararsi spiritualmente all'inevitabile palingenesi, sembrava abbastanza ragionevole. Naturalmente bisognava ammettere un certo numero di postulati, diciamo così, minori: bisognava sorvolare sul fatto che mille fa cifra tonda soltanto nel sistema decimale, che non è certo l'unico sistema numerico possibile, ed era necessario supporre, a rischio di peccare di superbia, che il Sommo Fattore si interessasse esclusivamente al nostro pianeta e a quella non grandissima parte di suoi residenti che dalla data di nascita (supposta) di uno sfortunato profeta palestinese contavano gli anni della propria era. Ma questi erano appunto dati su cui la cultura europea dell'epoca non aveva dubbi. Si sarà certamente discusso con accanimento di argomenti minori, quali l'opportunità di contare gli anni a partu, come facciamo noi e allora facevano i più, o ab incarnatione, come preferivano alcuni, nel qual caso il patatrac sarebbe stato anticipato al 25 marzo, e senza dubbio il partito di quanti ponevano la fine millennio al 31 dicembre 999 si sarà scontrato con la scuola di pensiero di quelli che ritenevano più corretto collocarla un anno dopo, perché un migliaio deve comprendere mille unità e non novecentonovantanove, eccetera eccetera, ma - nel complesso - del fatto che l'approssimarsi di quelle date giustificasse una certa inquietudine non dovevano essere in molti a dubitare. Se poi quell'inquietudine si fosse risolta - com'è capitato - nel più classico dei falsi allarmi, tanto meglio per tutti.
Oggi, naturalmente, le condizioni culturali sono abbastanza diverse. Sappiamo tutto sulle aritmetiche non decimali (per lo meno da quando ne scrisse, nel 1670, Giovanni Caramuel, vescovo di Vigevano) e abbiamo dovuto ristrutturare la nostra teologia per far fronte agli imperativi convergenti dell'ecumenismo e delle moderne teorie cosmologiche. Persino il Papa, che è il Papa, avrebbe qualche difficoltà a sostenere che il suo Principale si attiene, nel contare i secoli e gli anni, ai calcoli di Dionigi il Piccolo. Di un redde rationem di origine divina, attualmente, non ha paura nessuno. Oltretutto, abbiamo corso tante di quelle volte il rischio di distruggere noi il nostro mondo, accumulando ordigni nucleari, praticando buchi nella fascia dell'ozono, scatenando virus perniciosi e scardinando ogni possibile equilibrio ambientale, che un eventuale intervento in tal senso dell'Onnipotente non può che sembrarci, parlando con tutto il rispetto, affatto superfluo.

Globale sputtanamento
Eppure le preoccupazioni millenaristiche sembrano inesauribili. Sarà un caso, ma l'avvicinarsi della mezzanotte dell'ultimo giorno del 1999 …

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Buono a sapersi

Buono a sapersi Felice Accame 10/06/2012

da
LA CACCIA
Caccia all'ideologico quotidiano
rubrica di Felice Accame e Carlo Oliva

Radio Popolare 1986 - 2012

Google, l'algoritmo, la profilazione, e la sicurezza ... pubblica

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Priorità

Priorità Felice Accame 19/10/1997

da
LA CACCIA
Caccia all'ideologico quotidiano
rubrica di Felice Accame e Carlo Oliva

Radio Popolare 1986 - 2012

Iniziamo con questo pezzo a pubblicare materiale d'archivio, letture critiche ma talvolta quasi preveggenti di un futuro che è.

Ascolta (2 min)

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